Sono passati oltre venti anni da quando avete esordito con Morgana. Cosa ricordate di quel periodo e come nacque il disco?

P: Era un periodo assai diverso da quello attuale. Suonavamo spesso in giro in ogni tipo di locale e di situazione. La musica originale era ancora accettata dai gestori, persino se si trattava di progressive rock. Anche il pubblico era molto più attento e curioso di quello attuale. Non si accontentava certo di ascoltare delle cover. Era il 1991. Noi venivamo dagli anni ottanta e avevamo alle spalle molti concerti. Iniziammo a pensare di registrare alcuni brani e realizzammo un demo in cassetta ( ah care vecchie cassette!!!). La nostra prima esperienza in studio però fu un'odissea! Ci prestarono un vecchio Fostex a otto piste che non funzionava benissimo. Infatti a metà registrazione si bloccava e dovevamo girare la bobina del nastro per proseguire. Registrammo tutto in sala prove con l'aiuto di un amico e quello che ne uscì, divenne il demo Morgana. Ne stampammo trecento esemplari in cassetta e nel giro di pochissimo li esaurimmo. Ad onor del vero la qualità sonora era assai scadente, sia per la strumentazione utilizzata che per l'inesperienza nostra e del nostro amico fonico. Non ce ne preoccupammo molto comunque…. In fondo era un demo tape…. Il nostro primo lavoro in studio. Per l'occasione la madre di Alfio dipinse un bellissimo quadro con cinque angeli musici, che divenne la copertina della cassetta. Il destino volle che una di queste cassette capitasse nelle mani del signor Mauro Moroni della Mellow Records, un'etichetta indipendente attivissima in quel periodo nel genere progressive rock. Moroni ci chiamò e ci propose di pubblicare il demo su cd. Noi non eravamo molto d'accordo. Pensavamo di poter riregistrare tutto in uno studio e in maniera decente, ma l'entusiasmo di Mauro ci travolse e pubblicammo il demo così com'era. Persino la cover rimase la stessa con due orribili bande nere ai lati per darle la classica forma quadrata da cd.

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